Marta Amira Scuola e Corsi di Danza del Ventre a Roma

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Aspetti terapeutici PDF Stampa E-mail

La musica è uno dei primi elementi che, accompagnando gli incontri di danza del ventre, amplifica le potenzialità terapeutiche di quest'ultima, essendo di per sé stessa un elemento benefico e curativo.
Essa infatti possiede alcune peculiarità, da lungo tempo studiate nell'ambito della musicoterapia, che hanno specifiche influenze fisiche e psichiche globalmente definite "effetto di rilassamento".
Il "cuore della musica orientale" batte ritmi distensivi, pacificanti e tranquilli ma, allo stesso tempo, rallegranti i quali attivano facilmente una risonanza sui nostri ritmi fisiologici che tendono ad entrare in sintonia con essi. 
Ne conseguono emozioni positive e sentimenti salutari come serenità, gioia, senso di fiducia nelle proprie abilità e intimità con sé stessi, che dipingono di nuova luce persino i volti delle esordienti che decidono di sperimentare le prime lezioni di danza orientale. Forse sono proprio espressioni come queste che, catturate sui volti delle danzatrici orientali, hanno generato nuove denominazioni di questa disciplina nota anche come "danza della felicità".
Il rilassamento è agevolato anche dalla monostrumentalità dominante in queste musiche flautate e piene di suoni ritmati, vibrati e profondi, prodotti da strumenti a corda, a percussione o aerofoni, lontani dagli interessi e dalle consuetudini musicali occidentali ormai piene di chitarre elettriche e suoni ottenuti da sintetizzatori.
Inoltre diversi studi neuro-psicologici, compiuti grazie all'ausilio di moderne tecniche di bio-immagine, hanno evidenziato come in tali melodie le combinazioni sonore inarticolate e talvolta ripetitive stimolano la creatività dell'inconscio attraverso l'attivazione di diverse aree dell'emisfero cerebrale destro, deputato alle attività immaginative.
La musica orientale è quindi, nella danza del ventre, il primo passo verso il recupero di aspetti spesso sovrastati dalle richieste logiche e razionali che la vita attuale ci rivolge costantemente.

Attraverso la musica e la danza orientale, la creatività ritrova un suo spazio dove la ragione si concilia con la passione. E' così che sui suggestivi ritmi dell'Egitto, della Turchia o del Libano, il corpo può diventare mezzo per disegnare e imitare le forme più svariate (cerchi, otto, onde, cammelli, gabbiani, ecc…) su cui si concentra, quasi in modo ipnotico, l'attenzione di chi le esegue. Il ritmo della musica cattura il corpo delle danzatrici trasformandolo in un vero e proprio strumento musicale. Le cinture di chiffon ricche di medaglie allacciate in vita ed i sonagli che abbelliscono il corpo delle ballerine permettono, attraverso movimenti caratteristici che coinvolgono singolarmente busto, fianchi e braccia, di partecipare alla costruzione e alla ricostruzione della melodia in una coreografia che lascia ampio spazio all'improvvisazione. Oltre al movimento di singole parti del corpo infatti, un altro principio su cui si fonda la danza del ventre è quello della libertà di manifestare quello che si prova (dolcezza, gioia, sensualità, malinconia, rabbia…) attraverso la combinazione e le varianti dei passi-base.